Intervista Onirica

 

- Da cosa si ispira il vostro sound?

In passato abbiamo ascoltato molto post-rock e l’idea nostra è sempre stata quella di fonderlo al cantautorato italiano. Il nostro modo di suonare porta dietro tante reminiscenze dei dischi ascoltati e dei concerti visti in questi anni mischiate, di tanto in tanto, con le cose in cui ci appassioniamo in momenti ben precisi della nostra vita.

- Cosa c’e’ all’inizio del vostro gruppo?

Gli Onirica sono una band costruita a tavolino. Nel senso che un giorno ci dicemmo: “Compriamo degli strumenti e cominciamo questa avventura”.

- Dando uno sguardo al nostro sito, che evento vi sentite di sponsorizzare (a parte i vostri)?

A me piacciono molto i “Zen circus” (Simone) e credo che li andrò a vedere ad Eboli il 9 dicembre.

- Da chi parte l’idea per il vostro nome, e cosa significa?

Il nome credo fu proposto da Antonio. E’ passato parecchio tempo.
“Onirica” è un aggettivo che si usa per descrivere tutto ciò che è riferito al sogno. Oggi è un po’ meno coerente con le cose che raccontiamo perché i temi sono diventati sempre più concreti, ma vi assicuro che un tempo era appropriato e per certi versi continua ancora, e per fortuna, ad esserlo.

- Una volta scesi dal palco, di cosa vi occupate?

Ognuno di noi fa qualche lavoretto e cerca di tirare avanti come può. Il vero obiettivo è fare musica per vivere di musica; altrimenti prima o poi sei costretto a mollare o comunque a dedicarle meno tempo di quanto ne meriti. Viene prima il pane e poi l’arte.

- Cosa consigliate ad un gruppo che leggendo queste pagine si appresta ad iniziare la propria carriera?

Al momento non siamo ancora abbastanza attempati per dare consigli.

- Cosa ne pensate dell’organizzazione e promozione di eventi per artisti emergenti?

Ci sono delle persone alle quali andrebbe costruita una statua d’oro. Siamo molto grati a tutti coloro che, tra tante difficoltà, cercano di darsi da fare per la musica emergente e/o indipendente. Ogni regione ha i propri protagonisti, i propri santi. Organizzare eventi in questo momento storico è molto difficile.

- Cosa ne pensate delle etichette discografiche e delle opportunità che loro danno agli artisti emergenti?

Più l’etichetta è grande e più ti permette di entrare in determinati circuiti. Fare un disco è comunque sempre una grande opportunità.

- Le nuove frontiere del web che soluzioni possono offrire agli artisti come voi?

I social network e il web bisogna saperli utilizzare bene perché sono un’arma a doppio taglio. La ridefinizione spazio temporale del nostro tempo ha cambiato la vita di tutti e non solo di chi vuole promuovere la propria arte.

- Luca era gay?

La storia di Luca non la conosciamo. La canzone sì. Sanremo lo seguiamo. Quando guardi Sanremo hai sempre l’impressione di vivere un momento storico; anche per questo “Sanremo è Sanremo”.

- Fatevi una domanda e dateci una risposta

D: Riusciremo a fare un altro disco entro la fine del 2012?
R: Si! (corale).